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IL POLLINE E’ UN’OPPORTUNITA’

 

 

 

A Palma Campania presenti oltre 50 apicoltori al seminario organizzato dall’Associazione Interprovinciale Apicoltori Casertani e Napoletani

 

Lo scorso 22 giugno, presso l’Azienda Apistica Ambrosino, davanti ad una folta rappresentanza  di operatori del settore provenienti da Caserta, Napoli, Avellino, Isernia, Campobasso, Foggia e Potenza, Aldo Metalori e Mario Ambrosino, due dei principali esperti e produttori di polline in campo nazionale, hanno spiegato, con dovizia di particolari, le più aggiornate tecniche di produzione, oltre che le ultime evoluzioni costruttive delle varie trappole presenti sul mercato.

Molto interesse ha suscitato anche l’appendice pratica, nella quale Mario Ambrosino ha mostrato, praticamente, i sistemi di raccolta del polline.

Nel vivace confronto che si è tenuto in coda al seminario, che ha visto un intenso scambio di opinioni ed esperienze tra i due relatori ed i diversi produttori intervenuti, è stata fatta chiarezza su alcuni dei punti più in “discussione” in materia di raccolta del polline.

Innanzitutto sono emersi due presupposti essenziali; il primo è che la produzione del polline è attività delicata e complessa che non può essere lasciata al libero arbitrio dell’improvvisazione ma necessita di un elevato livello di professionalità e di una dotazione strumentale specifica; è stato ricordato, infatti, che il polline è un alimento di straordinaria ricchezza nutrizionale ma che, se non “trattato” opportunamente, presenta potenziali rischi da non sottovalutare mai. Il secondo presupposto, invece,  è l’assoluta  “indispensabilità” di coordinare la produzione a livello nazionale, magari anche attraverso un’Organizzazione di Produttori, promossa, perché no, dalla Federazione Apicoltori Italiani – associazione in cui si riconoscono le sigle che hanno organizzato l’evento,  per scongiurare il pericolo di “saturare il mercato con un prodotto indifferenziato” che andrebbe a confrontarsi  con analoghe produzioni, di altra origine geografica, i cui costi di produzione sono decisamente più bassi. L’OP dovrebbe, invece, orientare i produttori verso pollini di qualità – vedi castagno in primis – che, oggi ed in prospettiva, possono trovare collocazioni “di nicchia” adeguatamente remunerate.

Insomma i lavori seminariali hanno confermato il forte interesse che ruota intorno al Polline ma hanno anche evidenziato, come ha ricordato Riccardo Terriaca – direttore del CoNaProA, che <per non “bruciare” le opportunità di diversificazione del reddito dell’azienda apistica che può garantire la produzione del polline, è indispensabile tenere la barra dritta su professionalità del produttore e qualità del prodotto, ricordando che la sola origine nazionale è condizione necessaria ma non sufficiente a differenziare concretamente il prodotto sul mercato>.

 

 

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