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Comunicato C.A.R.A.

Terra dei Fuochi: dalle parole ai fatti

 

Le api ci controllano: … e meno male!

Cirone (FAI) “le api possono spegnere i fuochi di questa terra” e Sorbo (Coldiretti) “chi ha competenze parli, chi non sa, taccia!” . Apicoltori e agricoltori all’unisono “è arrivato il momento di agire. Bene C.A.R.A. Terra!”

 

Sabato, a Caianello (CE), è stato presentato il progetto “C.A.R.A. Terra”, ideato dal CoNaProA - il Consorzio Nazionale Produttori Apistici presieduto da Angelo Lombardi, apicoltore di Piana di Monte Verna - alla presenza del Sindaco di Caianello, Marino Feroce, dell’Assessore provinciale all’agricoltura, Stefano Giaquinto, dei rappresentanti delle tre associazioni apistiche campane (Ambrosino, Giordano e Cefalo) e di rappresentanze dell’apicoltura laziale, abruzzese e molisana.

 

 Proprio Giaquinto ha aperto il Convegno di presentazione dell’iniziativa, sottolineando la necessità di promuovere sempre più attività simili a “C.A.R.A. Terra”: «Solo così - ha detto l’Assessore - potremo restituire il giusto valore alle eccellenze agroalimentari che da sempre caratterizzano quella che a ragione, in tutto il casertano, merita di essere chiamata “Terra di Lavoro”».

 

 

Quattro bio-centraline (Caianello, Gallucco, Marzano Appio e Vairano Patenora) in grado di effettuare - utilizzando il lavoro delle api che sono veri e propri sensori viaggianti - circa dieci milioni di microprelievi quotidiani su acqua, aria, terreno e vegetazione. I campioni raccolti - api, cera e miele - saranno utilizzati per accurate misure di laboratorio sui livelli di cadmio, piombo e idrocarburi policiclici aromatici (IPA); tutti elementi derivanti, tra l’altro, dai fenomeni di combustione incompleta dei rifiuti. Questa la sintesi del progetto che ha visto la luce a Caianello.

 

«Con “C.A.R.A. Terra” intendiamo offrire un contributo fatto di cose concrete, misurabili e oggettive al dibattito in corso sulla Terra dei Fuochi - ha dichiarato Gennaro Granata, nella sua veste di vice-presidente del CoNaProA e Delegato regionale di Giovane Impresa di Coldiretti -. Dibattito troppo spesso condizionato dalla ricerca di titoli ad effetto, ma che coinvolgono l’emotività dell’opinione pubblica e raccontano un’immagine distorta della realtà».

 

Progetto di rilevante portata scientifica, inoltre, che trova sostegno in ben due Atenei: le Università del Molise e di Napoli - impegnate rispettivamente con i professori Antonio De Cristofaro ed Emilio Caprio  ad eseguire complesse attività analitiche, in un campo di indagine talmente ampio da aumentare la significatività dei dati rilevati. “C.A.R.A. Terra” va oltre l’importanza dell’ape per il miele che produce e ne valorizza le caratteristiche di prezioso ed insostituibile bio-indicatore ambientale.

Pietro Andrea Cappella - in qualità di coordinatore del GAL Alto Casertano - ha evidenziato come il già intenso lavoro del Gruppo di Azione Locale per la promozione e la tutela di questo territorio trova ora rinnovato slancio anche grazie al progetto “C.A.R.A. Terra”: sinergie che incentivano il delicato lavoro di difesa delle identità socio-culturali e ambientali degli attuali 48 Comuni di appartenenza di questo attivissimo GAL.

 

Prisco Lucio Sorbo, Direttore di Coldiretti Campania, ha lanciato un appello intenso ed accorato: «I responsabili di una vicenda come quella della Terra dei Fuochi nulla hanno a che vedere con gli agricoltori, quelli veri; ora bisogna avere il coraggio di individuare le aree veramente inquinate, confinarle e sottrarle alla coltivazione». «Ma occorre anche ricordare che è arrivato il momento di affrontare questa vicenda – ha saggiamente consigliato Sorbo - con cognizione di causa ed evitando di intervenire per soli scopi di presenzialismo. Chi è competente parli e chi non sa taccia».

 

«Il progetto “C.A.R.A. Terra” è l’occasione - ha sottolineato in conclusione Il Presidente nazionale della Federazione Apicoltori Italiani, Raffaele Cirone – per rimarcare l’importanza di un’esperienza trentennale del mondo apistico nei settori del monitoraggio agricolo, industriale, ambientale e persino militare». «L’ape - ha ricordato Cirone – è un’efficientissima sentinella del nostro territorio e l’apicoltore è colui che ci garantisce la perfetta efficienza e la capillare dislocazione di questo delicato sistema di raccolta dati». A testimonianza di un legame – apicoltura, agricoltura, ambiente – che rappresenta ormai l’elemento di garanzia della sostenibilità dei processi produttivi. Aspetto che non sfugge in ambito europeo anche se talvolta viene trascurato a casa nostra. «Tocca dunque a noi apicoltori mantenere in evidenza la multifunzionalità delle nostre api che – ha detto il presidente della FAI chiudendo i lavori del Convegno di Caianello – possono spegnere i fuochi ancora accesi in Campania. “C.A.R.A. Terra” è un elemento di garanzia per evitare che qualcuno torni a riaccenderli».

 

 

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